Bella vita, bella morte

Sono stato a un funerale. Il funerale di un ottantaseienne che ha avuto fino all’ultimo l’entusiasmo e l’energia di un ragazzo, sempre pieno di vita e di amore per la vita, una vita nella musica e per la musica. Diritto e asciutto, ha continuato a spremere note dal suo sax fino all’ultima sera. Anche se si sentiva un po’ strano. L’ictus lo aveva già attaccato, ma lui non lo sapeva ancora. E forse non l’ha mai saputo. È tornato a casa sulle sue gambe e se n’è andato nel sonno.

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Sul Monte di Portofino

davQuando un americano mi chiede dove abito e rispondo a Genova, di solito annuisce ma non ha la minima idea di dove si trovi. L’Italia è un paese piccolo nella lontana Europa, dalla forma buffa, il cibo proverbialmente buono e gli uomini politici improbabili (forse quest’ultima cosa non fa più scalpore, anche dalle loro parti si difendono bene). Se invece ha viaggiato e conosce la geografia, ci pensa un po’ e poi dice “ah sì… è un posto vicino a Portofino, vero?”.

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USA 2016

There was no planning for insanity. With enough revolutions and elections, enough transfers of power, eventually a madman would take the reins. It was inevitable.

Hugh Howey – SHIFT

Naturalmente si tratta solo di un romanzo di fantascienza post-apocalittico, ambientato in un futuro prossimo distopico. Nel mondo reale noi continueremo la nostra vita pensando che tutto sia normale, che il nostro mondo proceda su un binario stabile. Almeno per ora.

Speriamo che sia così.

Ventata di ottimismo

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Nel nostro paese civile, avanzato e tecnologico due treni si scontrano frontalmente: 23 morti e 52 feriti in uno scenario da incubo. E questo perché in quella tratta a binario unico il traffico è regolato manualmente, via telefono o fonogramma tra capistazione. “Fonogramma”, una parola che pensavo non si usasse più. Nessun controllo automatico, sensori, computer, dispositivi di sicurezza, macché.

Passano due giorni. Continua a leggere “Ventata di ottimismo”

Quattro passi sul Monte Antola

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Troppo spesso dimentico di vivere in un meraviglioso angolo di mondo chiamato Liguria, in una città sul mare che è anche a un passo dalle montagne. Troppo spesso perdo il mio tempo, quello che dovrebbe essere tempo libero, davanti a un monitor, come se fosse la mia sola finestra sul mondo, facendo cose che potrei fare in altri momenti, o non fare per niente.

Questa domenica no. Continua a leggere “Quattro passi sul Monte Antola”

Cipolla e le leggi della stupidità

Carlo M. Cipolla è stato un insigne studioso di storia economica, famoso tra il grande pubblico per il pamphlet Le leggi fondamentali della stupidità umana (edito in Italia col titolo Allegro non troppo). Tra i tanti modi per classificare le persone in categorie, quello di Cipolla aiuta a imparare dall’esperienza, evitando di subire danni e disperdere energie in rapporti con le persone sbagliate.

Cipolla classifica le persone in quattro categorie, basandosi sul loro comportamento e su come questo risulti vantaggioso o dannoso per sé stessi e per gli altri: Continua a leggere “Cipolla e le leggi della stupidità”

Ma Erlendur Sveinsson è morto?

Non sono un appassionato di libri gialli. Per dire, non ho mai letto né Agatha Christie, né Conan Doyle, né Simenon, quindi mi manca proprio l’ABC. Certo da bambino guardavo i film del commissario Maigret con Gino Cervi e quelli di Nero Wolfe; e chi non ha visto almeno una trasposizione di Dieci piccoli indiani. Comunque sia, a tratti mi è capitato di appassionarmi a serie di questo genere. Così ad esempio ho letto tutta la saga di Pepe Carvalho di Manuel Vasquez Montalban, la trilogia Millennium di Stieg Larsson (sto guardando con diffidenza il quarto capitolo scritto da un altro dopo la sua morte, ma prima o poi ci cascherò) e continuo a comprare i romanzi di Camilleri della serie Montalbano ogni volta che ne esce uno. Continua a leggere “Ma Erlendur Sveinsson è morto?”